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PULIAFITO ANTONINO
ALLENATORE DI BASE
ISTRUTTORE PORTIERI
DELL'A.S. PEONIA
LA COMPOSIZIONE DEL
GRUPPO PORTIERI NELLA SCUOLA CALCIO

La composizione del
gruppo portieri assume all'interno della Scuola Calcio un aspetto
particolarmente delicato in quanto, se male indirizzata o se
condizionata da prototipi mutuati dal calcio adulto, potrebbe
influenzare negativamente la sfera psicologica del giovane allievo.
Risulta
fondamentale, pertanto, evitare selezioni o provini che potrebbero
suscitare nei bambini aspettative e delusioni conseguenti a prove o
prestazioni inadeguate, con inevitabili allontanamenti precoci dal ruolo
o addirittura dallo sport che il bambino desiderarva praticare.
E' altresì
impensabile che la scelta del portiere nella Scuola Calcio venga
assoggettata a criteri di classificazione sicuramente adattabili al
portiere adulto, ove la statura (elemento fondamentale solo dopo la
pubertà) rappresenta troppo spesso anche nei settori giovanili l'unico
criterio di selezione e scelta dei portieri.
Nella Scuola Calcio
è consigliabile instaurare il gruppo portieri a partire dalla categoria
pulcini (8 anni di età) sino agli esordienti, in quanto si tratta di un
ruolo complesso e non perseguibile nei "Primi calci" ove le esperienze
motorie devono essere diversificate e meno specializzanti.
Il gruppo portieri
nella Scuola Calcio per definizione deve essere un gruppo "aperto",
ovvero reversibile al cambiamento di opinione da parte dell'allievo che
potrebbe stancarsi del ruolo e non essere contento della scelta
precedentemente maturata; "aperto" perché in qualsiasi momento dell'anno
deve consentire l'inserimento di altri allievi che esprimano tale
volontà; "aperto" in quanto l'istruttore non deve in nessun modo
influenzare la personalità del bambino che spontaneamente deve
avvicinarsi al ruolo del portiere.
E' consigliabile in
sede di iscrizione rendere noto ai genitori ed ai bambini che
all'interno della Scuola Calcio sarà possibile effettuare anche la
Scuola Portieri ed invitare alle lezioni i bambini che volessero
"provare" a fare i portieri.
Pertanto, come
specificato nella Tabella 1, la prima tappa fondamentale per la
composizione del gruppo portieri deve necessariamente essere la
motivazione del bambino il quale spontaneamente, senza alcun
condizionamento psicologico, si avvicina al ruolo del portiere;
l'istruttore dovrà esclusivamente alimentare tale spontanea decisione
del bambino, consolidando la motivazione e lasciando spazio nelle
lezioni all'elemento ludico che nella Scuola Calcio non può essere
trascurato.
TAB. 1
|
BAMBINO: MOTIVAZIONE |
|
EGOCENTRISMO
IMITAZIONE
FASCINO DEL RUOLO |
|
ISTRUTTORE: CONSOLIDA LA
MOTIVAZIONE |
LA MOTIVAZIONE DEL
BAMBINO
Per quale motivo un
bambino di 7-8 anni dovrebbe scegliere il ruolo del portiere, così pieno
di responsabilità?
Abbiamo evidenziato
nella Tabella 1 tre elementi che giustificano le motivazioni che un
bambino della Scuola Calcio potrebbe avere nella scelta di ricoprire un
ruolo così delicato:
a)EGOCENTRISMO:
ovvero la necessità da parte del bambino di emergere dal gruppo della
Scuola Calcio dove forse i bambini si sentono tra di loro troppo
"uguali"; magari anche solo per avere una maglia ed un completo (maglie
eleganti e vivaci, guanti e cappello) diversi dagli altri compagni; ed
in tale scelta, che soddisfa l'esigenza di emergere, il bambino rivela
una sua personalità ben delineata e poteri decisionali che spesso vanno
già in contrasto con il volere dei genitori.
b)IMITAZIONE: da
non sottovalutare il desiderio di imitazione che il bambino può comunque
nutrire nei confronti dei vari interpreti del ruolo, spesso molto
simpatici ed estroversi, in grado di stimolare il bambino a ripetere le
loro gesta "eroiche" e documentate dai mezzi di informazione.
c)FASCINO DEL
RUOLO: come terzo elemento motivazionale, ma non come ultimo in ordine
di importanza, evidenziamo il fascino che riveste il ruolo del portiere,
da equiparare al fascino ed alle reazioni che può suscitare un giocatore
che realizza una segnatura, infatti anche una parata spettacolare e
difficile od un goal evitato in extremis possono provocare tali
sensazioni. Non a caso spesso gli elementi portanti della squadra sono
il portiere e il centravanti, ovvero chi realizza e chi salva il
risultato.
IL RUOLO
DELL'ISTRUTTORE
La Scuola Calcio
dovrebbe sempre avere un preparatore specifico per i portieri,
possibilmente ex portiere con una perfetta conoscenza del ruolo,
qualificato in materia di preparazione fisica nella Scuola Calcio e in
grado di rispettare le tappe dello sviluppo psico-motorio del bambino.
Come più volte
sottolineato l'istruttore non deve influenzare le dicisioni del bambino,
ma alimenta la scelta una volta che l'allievo manifesta la volontà di
ricoprire tale ruolo rendendo le lezioni divertenti, ludiche e in grado
di appagare il desiderio del bambino di apprendere la tecnica di base
del portiere. In tal modo l'istruttore consolida la spinta motivazionale
che ha portato il bambino a scegliere il ruolo del portiere.
Appare evidente,
vista la difficoltà del ruolo, la necessità di evitare delusioni o
prematuri cambiamenti di opinione da parte del bambino che gradualmente
dovrà memorizzare la tecnica e i gesti motori del portiere. Pertanto le
lezioni dovranno svolgersi in un clima di massima serenità e armonia,
con particolare attenzione all'assistenza allo scopo di evitare traumi o
infortuni che potrebbero allontanare il bambino dal ruolo. Per tale
motivo è consigliabile effettuare dei tests d'ingresso e suddividere il
gruppo portieri composto da bambini della Categoria Pulcini ed
Esordienti, ovvero cmpresi nella fascia d'età dagli 8 ai 12 anni, in
sottogruppi per età biologica piuttosto che cronologica, e impiegare
tutti i mezzi idonei (ad esempio materassini per attutire le cadute
dalla fase di volo, palloni di gomma e guanti per le prime lezioni sulle
respinte di pugno) per la prevenzione degli infortuni.
Una volta composto
e stabilizzato il gruppo portieri, che può essere di 8-12 unità per
istruttore, si potrà sviluppare la programmazione prefissata (annuale,
periodica, settimanale) che porterà allo sviluppo della personalità del
giovane portiere attraverso gli obiettivi specifici o le condotte
motorie tipiche del portiere che di seguito indichiamo Tabella 2.
TAB. 2
|
POSIZIONAMENTO |
-in
relazione alla posizione della palla
-in
relazione alla posizione degli avversari
-nelle
situazioni di calcio da fermo (punizioni, calci d'angolo,
rigori) |
|
PRESA |
-bloccare
senza fase di volo, tiri centrali (presa alta, mezza
altezza, rasoterra)
-bloccare
in fase di volo, tiri laterali (presa alta, mezza altezza,
rasoterra)
-bloccare in uscita (presa alta, mezza altezza, rasoterra,
sui piedi dell'avversario) |
|
RESPINTA |
-con le
mani (di pugno, a mano aperta)
-con i
piedi (su tiri ravvicinati, in uscita dall'area, su
retropassaggio del compagno) |
|
RILANCIO |
-con le
mani (rasoterra, mezza altezza, dall'alto)
-rinvii
con i piedi (da terra, di controbalzo, al volo) |
Nel perseguire tali
obiettivi l'istruttore dovrà sviluppare negli allievi l'apprendimento
delle capacità coordinative, con particolare riferimento
all'orientamento spazio-temporale.
Attraverso
esercitazioni miranti a creare un'ampia base di esperienze motorie (ad
esempio la preacrobatica), l'istruttore favorirà nel bambino
l'elaborazione e la cognizione dello schema corporeo sia nelle fasi di
posizionamento che nelle situazioni di movimento nello spazio. Appare
altresì importante evitare premature sollecitazioni allo sviluppo delle
capacità condizionali, in quanto allenare allievi di 8-12 anni con
esercitazioni finalizzate all'incremento della forza o della resistenza
provoca, in tali fasce d'età, notevoli scompensi all'accrescimento
fisico del bambino.
Nonostante
l'esistenza di appositi corsi di qualificazione o di aggiornamento,
troppo spesso ancora oggi assistiamo ad esercitazioni tipiche del calcio
adulto, assolutamente fuori luogo e improponibili se applicate nel
contesto della Scuola Calcio.
E' fondamentale
dunque affidare i nostri ragazzi a Tecnici qualificati, aggiornati e non
improvvisati, in grado di saper programmare l'anno calcistico e di
perseguire con gradualità gli obiettivi specifici prestabiliti. Nel
gruppo portieri la programmazione dovrà essere graduale e mirata per
ogni fascia d'età, tenendo conto che si alleneranno insieme ragazzi di
12 anni con bambini di 8 anni; per questo motivo è consigliabile
suddividere il gruppo portieri in sottogruppi omogenei per età biologica
più che cronologica, evitando di pretendere dai più piccoli gli stessi
progressi riscontrati nei ragazzi in età preburale; l'istruttore dovrà
conoscere perfettamente il profilo psicomotorio del bambino ovvero
osservarne il comportamento in relazione agli obiettivi specifici tipici
del portiere (condotte motorie Tabella 2).
IL PROFILO
PSICOMOTORIO DEL GIOVANE PORTIERE
Evidenziamo di
seguito il profilo e il comportamento psicomotorio del giovane portiere
in relazione agli obiettivi specifici del ruolo:
a)POSIZIONAMENTO
Nella categoria
Pulcini, ovvero nella fascia d'età 8-10 anni, il giovane portiere ancora
non percepisce il "senso" della posizione; in particolare se le
dimensioni della porta sono troppo grandi (ad esempio nelle porte
regolamentari) evidenzia un naturale e spontaneo atteggiamento di
difesa, posizionandosi eccessivamente vicino alla linea di porta; in
ogni caso si trova spesso "spiazzato" con difficoltà negli spostamenti
laterali ed in ritardo rispetto all'evolversi delle situazioni di gioco.
Negli Esordienti,
fascia d'età 10-12 anni, si riscontra un miglioramento del "senso" della
posizione sia nelle varie situazioni di gioco difensive (in porta) che
nelle fasi offensive; il portiere partecipa maggiormente al gioco
collettivo facendosi trovare pronto al limite dell'area quando la
propria squadra attacca.
b)PRESA
-Pulcini: il
bambino predilige la presa all'addome in quanto la ritiene più facile e
sicura, anche se la palla è alta o proviene dall'alto; si evidenziano
comunque notevoli problemi di presa particolarmente nelle traiettorie
alte. Tale difficoltà è da imputare a motivi di ordine morfologico (la
mano è ancora troppo piccola rispetto alla circonferenza della palla),
coordinativo (le mani spesso non sono allineate al momento dell'impatto
con la palla), cognitivo (in quanto le traiettorie alte richiedono
un'elaborazione più complessa rispetto ai tiri rasoterra o a mezza
altezza).
-Esordienti:
migliorano le capacità coordinative e si affinano i gesti tecnici,
rimane il problema nella elaborazione cognitiva delle traiettorie alte
con difficltà nella coordinazione spazio-temporale.
c)RESPINTA
Negli allievi di
8-10 anni riscontriamo notevoli difficoltà sia nelle respinte a mano
aperta che in quelle di pugno; il bambino, infatti, non riesce a dare
forza alla respinta e pertanto non indirizza in modo volontario il
pallone. In tale fascia d'età inoltre si può riscontrare che gli allievi
non utilizzano mai la respinta laterale di sicurezza. Per il bambino
risulta infatti già appagante il fatto di essere comunque entrato in
contatto con la palla e non importa se la respinta, quasi sempre
centrale, determina un nuovo intervento dell'avversario.
Negli allievi in
fase prepuberale notiamo un naturale incremento delle capacità
condizionali e pertanto anche le respinte con le mani o con i pugni
risultano più efficaci e meglio indirizzate; in particolare il giovane
portiere comprende l'importanza della respinta laterale e la utilizza
con maggiore precisione.
d)RILANCIO
I Pulcini usano
molto il rilancio rasoterra con le mani in quanto i rilanci a
mezz'altezza o quelli dall'alto richiedono una maggiore coordinazione e
si utilizzano per raggiungere un compagno a media e lunga distanza; per
i noti motivi di carenza di forza i bambini di 8-10 anni non sono in
grado di ricoprire tali distanze attraverso i rilanci con le mani
preferendo pertanto l'utilizzo dei rinvii con i piedi. Questi ultimi
però risultano ancora imprecisi, deboli e difficilmente applicabili in
chiave tattica (ad esempio per servire un compagno in fase di
ripartenza).
Gli Esordienti
riescono ad effettuare i rilanci con le mani ed i rinvii con i piedi
anche in chiave tattica; ovvero l'incremento delle capacità coordinative
e condizionali, nonché la maturazione e l'affinamento dei processi
intellettuali consentono all'allievo di 12 anni di utilizzare tali
obiettivi specifici in rapporto alla posizione dei compagni di squadra
ed in relazione alle varie situazioni di gioco.
CONCLUSIONI
Composizione gruppo
portieri nella Scuola Calcio:
-gruppo aperto,
composto in seguito a spinta motivazionale del bambino;
-l'istruttore
consolida la motivazione;
-le esercitazioni
conservano l'aspetto ludico;
-le capacità
coordinative sono alla base di tutte le lezioni;
-la
programmazione sviluppa con gradualità la personalità del bambino
attraverso gli obiettivi specifici o condotte motorie tipiche del
portiere.
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