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PEONIA RIPOSTO

Figc     SCUOLA CALCIO SPECIALIZZATA

www.coni.it

                Centro di Avviamento allo Sport

PROF. LEOTTA GIUSEPPE

DIRETTORE SCUOLA CALCIO DELL' A. S. PEONIA

PROPOSTA DI PROGRESSIONE DIDATTICA DELLA DIFESA A ZONA PER GLI ALLIEVI DEL SETTORE GIOVANILE

 

Premessa

Nella difesa a zona ogni giocatore è responsabile della zona di campo a lui assegnata e, quindi, degli avversari che in quella zona si trovano. Tutti i giocatori componenti la squadra partecipano all’azione difensiva muovendosi in base al movimento della palla, degli avversari e della loro posizione rispetto alla porta. Diventa quindi fondamentale, accanto a tutti i gesti di tattica difensiva individuale (piazzamento, marcamento, intercettamento, contrasto, temporeggiamento), la preparazione di movimenti collettivi di collaborazione sincronizzati verso gli obiettivi di difendere la porta, temporeggiare e concentrarsi in difesa (scaglionamento difensivo), controllare e mantenere la posizione, scambiare (ripristinare l’equilibrio difensivo perduto), aiutare e sostenere i compagni, raddoppiare le marcature, "pressare".

In linea generale, lo sviluppo dei concetti su esposti è necessario, nelle fasi di non possesso, per qualsiasi sistema di gioco. Tuttavia nella difesa a zona l’organizzazione di uomini e reparti diventa fondamentale e rende necessario un lavoro volto alla sincronizzazione dei movimenti per l’interdipendenza dei tre reparti: difesa, centrocampo e attacco. Questo perché tutti i giocatori che fanno parte della squadra partecipano alla fase difensiva con un attacco immediato al portatore di palla.

Per quanto riguarda l’attribuzione dei ruoli è importante che vi sia almeno un leader per reparto o, quantomeno, che almeno un difensore centrale e un centrale di centrocampo lo siano. I difensori centrali devono avere doti di elevazione e rapidità.

I difensori vanno disposti in linea anche se è meglio che i centrali stiano un po’ più arretrati rispetto ai laterali. In fase di possesso i centrali fungono da appoggio per i compagni pressati (scarico in disimpegno arretrato) e da incursori per inserimenti nei corridoi centrali, mentre in fase di non possesso devono "scivolare" o "scalare" lungo la diagonale difensiva per raddoppiare la marcatura sulle fasce laterali, avanzare e arretrare in caso di lanci in profondità (elastico) e dettare i tempi del fuorigioco. I laterali devono sempre assicurare un appoggio sulle fasce in caso di possesso (oltre che aggredire gli spazi in corridoio laterale), mentre nelle fasi di non possesso devono accorciare le distanze dai centrali, assicurare le coperture ai centrali stessi ed effettuare le "uscite" laterali in chiusura sui portatori di palla. I difensori devono disporsi in modo sfalsato rispetto alla linea di centrocampo in modo tale da assicurare in qualsiasi momento la costruzione delle piramidi difensive. Negli ultimi venti metri di campo si deve passare dalla marcatura a zona a quella a uomo prendendo in marcatura l’ultimo avversario entrato nella rispettiva zona.

Anche i centrocampisti non devono disporsi in linea perché altrimenti, superato un uomo, l’avversario ha la possibilità di superare l’intera linea. Il centrocampo ha il delicato compito di assicurare le equidistanze tra un reparto e l’altro facendo sì che la squadra sia sempre corta e compatta. E’ opportuno che ogni centrocampista venga accoppiato con un difensore (laterali con laterali e centrali con centrali) per garantire sia un’automatica e sistematica copertura in caso di sganciamento di un difensore, sia un costante aiuto e raddoppio di marcatura (l’intervento però deve essere fatto individualmente: se interviene il marcatore colui che raddoppia deve temporeggiare, se l’avversario è di spalle al marcatore deve intervenire colui che raddoppia).

Gli attaccanti devono attuare il primo pressing sul portatore di palla e fare di tutto per rallentare l’azione avversaria. Essi raddoppiano in aiuto ai centrocampisti e, se è il caso, entrano nelle diagonali di centrocampo.

Il problema che qui ci si pone è l’insegnamento di tali atteggiamenti a squadre del Settore Giovanile (a partire da Giovanissimi e Allievi). Ciò richiede un’attenta valutazione non solo degli elementi tecnico-tattici individuali e collettivi, ma anche la considerazione di tutte le componenti psicologiche che possono influenzare il livello di attenzione e concentrazione degli allievi e quindi la qualità dell’apprendimento stesso. Per questo motivo il lavoro puramente didattico deve essere affiancato da un adeguato supporto ludico, in modo che si crei sempre un corretto rapporto lavoro-gioco che non porti mai a superare la soglia dell’attenzione dei ragazzi.

All’inizio è opportuno che parli solo l’allenatore, ma con il progredire delle esercitazioni e dell’apprendimento è bene che parlino anche e soprattutto i giocatori. Gli allievi devono essere condotti ad un punto in cui, memorizzati schemi, movimenti e tattiche, dispongano situazionalmente di essi facendone una propria abilità (accanto a quelle tecnico-tattiche individuali). Infatti, la presa di coscienza dell’importanza dell’organizzazione diventa fondamentale per un atteggiamento difensivo, quale è la zona, volto a dipendere solo da se stessi e non dagli avversari.

 

Progressione didattica

Nella progressione didattica dell’insegnamento occorre ovviamente procedere dal generale al particolare, dalle situazioni più semplici a quelle più complesse. E’ necessario introdurre i concetti gradualmente, programmandoli in più sedute di allenamento. Per facilitare l’assimilazione risulta conveniente agire su piccoli reparti proponendo giuste dosi di ripetitività di addestramento. Quando il livello dell’assimilazione sarà giunto al livello ritenuto soddisfacente, allora si dovrà procedere da un lato a ripassi adeguatamente pianificati, dall’altro allo sviluppo e all’apprendimento di tutte le svariate situazioni di gioco possibili (raddoppi sistematici, sottonumeri,…), anche quelle più complesse (pressing organizzato, pressing a invito, fuorigioco, elastico,…) qualora la disponibilità e l’attitudine degli allievi dovessero risultare idonee.

1>1

La progressione didattica può iniziare con delle partitine 1>1 in spazi ridotti (per esempio un campo di 10x5m.) con due porticine disposte sulle linee di fondo in modo sfalsato. Di volta in volta il difensore affronta il portatore attuando i vari principi tattici individuali di difesa 1>1: presa di posizione o piazzamento (difesa della porta), marcamento (affronto laterale, mai frontale), intercettamento e contrasto, temporeggiamento. In questo contesto è importante l’apprendimento del corretto appoggio dei piedi: costante ricerca delle condizioni di equilibrio che consentano in ogni momento una rapidità di spostamento verso tutte le direzioni, i piedi devono essere divaricati con quello interno più avanzato rispetto all’esterno, la direzione di avanzamento del portatore di palla deve sempre coincidere col piede arretrato del difensore (in questo modo il portatore sarà costretto a dirigersi verso il lato forte della difesa).



2>1

Due attaccanti affrontati da un difensore

Il difensore deve "ballare" tra gli avversari in attesa di un errore e costringendo l’attaccante non possessore di palla ad andare oltre la linea della palla stessa.

A questo punto il difensore può aggredire il possessore lasciando l’appoggio in fuorigioco o comunque mettendosi in posizione tale da poter intercettare l’eventuale passaggio

 

 

2>2

Due attaccanti affrontati da due difensori

Quando un difensore "esce" sul rispettivo avversario in possesso di palla deve sempre affrontarlo lateralmente, mai frontalmente; l’altro difensore si sposta invece in "copertura" per poi "uscire" qualora l’altro attaccante venisse servito o per affrontare il possessore di palla qualora il suo compagno venisse superato; in questo modo si viene a formare una piccola diagonale composta da due giocatori (gli stessi movimenti verranno effettuati, specularmente, in caso di attacco dalla parte opposta). Come per il caso di 1>1, anche qui (e via via in seguito) può risultare utile l’attuazione di partitine con porticine o porte regolari per l’apprendimento dei concetti esposti e l’applicazione dei principi fondamentali della tattica di difesa collettiva: scambio, copertura, raddoppio, aiuto, sostegno, costruzione di una diagonale, pressing, fuorigioco.

 

 

3>3

Tre attaccanti affrontati da tre difensori

In caso di attacco centrale il difensore centrale "esce" sul possessore di palla mentre i due compagni salgono in copertura formando una doppia diagonale (triangolo o piramide difensiva)

In caso di attacco laterale il difensore laterale "esce" sul possessore di palla mentre i due compagni accorciano, coprono e formano una diagonale disposta su due o su tre linee (a seconda che si voglia o no concedere profondità agli attaccanti avversari). Il secondo uomo della diagonale deve porsi in una posizione che gli consenta di raddoppiare sul portatore e, allo stesso tempo, marcare d’anticipo il primo appoggio

 

 

3>2

Tre attaccanti affrontati da due difensori

Con attacco laterale i principi da applicare rimangono gli stessi: un difensore "esce" sul portatore mentre l’altro rimane in copertura a una distanza tale da consentire sia l’attuazione del fuorigioco in caso di passaggio in verticale, sia lo spostamento in "uscita" sull’attaccante largo posto nel lato debole. La prudenza e il temporeggiamento risultano determinanti al fine di rallentare l’azione avversaria, consentire il riposizionamento dei compagni e lo scambio per il riequlibrio del reparto.

In caso di attacco centrale i due difensori affrontano indirettamente il portatore, temporeggiano e lo invitano all’appoggio laterale, in tal modo l’azione si trasformerà in un attacco laterale.

L’eventuale ritardo del portatore nell’appoggiare ad un compagno andrà a beneficio della difesa, la quale potrà usufruire di un rallentamento, riposizionamento e riequlibrio del reparto, o di un avanzamento palla al piede del portatore con conseguente restringimento degli spazi per l’azione offensiva e migliori possibilità di attuare il fuorigioco in caso di verticalizzazione (i due centrali attaccheranno insieme il portatore di palla lasciandosi i due attaccanti alle spalle).

 

4>4

Quattro attaccanti affrontati da quattro difensori

In caso di attacco laterale il difensore laterale "esce" sul portatore e si trascina dietro tutto il reparto, il quale va a formare due diagonali, una corta e una lunga (più si è vicini alla porta e più la diagonale sarà stretta). Per effetto dello "scivolamento" la disposizione dei difensori potrà essere:

su due linee

 

su tre linee (eagle)

o su quattro linee.

In caso di attacco centrale "esce" sul portatore il rispettivo difensore, mentre gli altri accorciano sino a formare il triangolo difensivo e la linea.

 

Esercitazioni e situazioni

 

1>1

1-in un campo di 10x5m. si affrontano due giocatori con due porticine poste a fondo campo in modo sfalsato (vedi progressione didattica 1>1);

2-in un campo di 10x5m. si affrontano due giocatori con l’obiettivo di condurre la palla sulla linea di fondo avversaria (se si raddoppiano le dimensioni del campo si può passare a un 2>2 e così via sino ad arrivare a 8>8, dal 2>2 si inserisce il fuorigioco);

 

1>2

1-un attaccante guida palla in orizzontale andando e tornando tra due coni (A), i due difensori "escono" a turno ogni volta che il portatore entra nella propria zona (B) e si scambiano o "passano" l’uomo muovendosi in "scivolamento" (C), il difensore in copertura si dispone nei pressi del cono posto a metà tragitto:

A

B

C

 

2>1

1-in un campo di 10x10m. due attaccanti devono portare palla sulla linea di fondo avversaria. Scopo del difensore è "ballare" tra i due attaccanti attendendo un errore o aspettando che il non possessore vada oltre la linea della palla per poter quindi attaccare il portatore avendogli lasciato l’appoggio in fuorigioco;

2-in un campo di 10x10m. due attaccanti devono portare palla sulla linea di fondo avversaria, ma devono superare il difensore passando attraverso un quadrato di 2x2m. posto ogni volta in una zona diversa del campo;

 

2>2

1-due attaccanti si trasmettono palla in orizzontale, i due difensori "escono" a turno sul rispettivo avversario possessore e si muovono in "scivolamento" (vedi 1>2, esercitazione 1). Ripetere l’esercitazione col 3>3 e 4>4;

2-un attaccante guida palla andando e tornando tra due coni, un altro attaccante si muove contemporaneamente sulla linea dei difensori (A). I difensori si "passano" la punta da marcare in base al movimento della palla (B e C):

A

B

C

3-un attaccante/ala guida palla sulla fascia (A), un difensore "esce" sul portatore mentre l’altro "prende" l’altro attaccante (B):

A

B

4-in un campo di 10x20m. si fronteggiano due squadre con lo scopo di condurre palla sulla linea di fondo avversaria. Gli allievi non in possesso di palla devono abituarsi ai movimenti didattici della difesa a zona. Ripetere l’esercitazione col 2>3, 3>3, 3>4 e 4>4, aumentando opportunamente le dimensioni del campo;

 

3+p>2

1-in una metà campo si affrontano tre difensori più un portiere contro due attaccanti. I difensori eseguono il possesso di palla (anche con l’aiuto dei portieri) cercando di guadagnare la metà campo, mentre gli attaccanti devono eseguire il pressing (uno va sul portatore e l’altro sul primo appoggio; entrambi vanno in pressione sul portiere in caso di retropassaggio). Ripetere con un 4+p>3 in un campo di 40x60m.;

 

3>3

1-vedi 1>1, esercitazione 2; vedi 2>2, esercitazione 1 e 3;

2-un attaccante/ala guida palla sulla fascia supportato da due compagni (A). In base al movimento degli avversari e alla posizione della palla i difensori devono abituarsi a "uscire" sul portatore, "scalare" sul taglio e "scivolare" in marcatura (B):

A

B

 

4>0

1-sulla linea di centrocampo vengono collocate in terra quattro pettine di colore diverso, distanti tra loro circa 10m. Di fronte, sulla linea dell’area di rigore, si collocano i quattro difensori che, su indicazione di uno dei quattro colori da parte dell’allenatore, si muoveranno secondo i dettati della didattica della zona (diagonale, copertura, triangolo difensivo);

2-in una metà campo divisa in quattro zone di 15m. ciascuna si dispongono, ciascuno nella propria zona, quattro difensori situati all’altezza della mediana di metà campo. Agli ordini dell’allenatore i difensori devono, di volta in volta, sistemarsi in linea, in diagonale, arretrare su simulazione di lancio avversario, salire rapidamente per simulare un fuorigioco, respingere di testa assicurando la copertura da parte di un compagno. Ripetere con l’inserimento di due veri attaccanti e poi passare a un 4>4:

3-quattro compagni di reparto si passano la palla, in corsa lungo tutto il campo, da sinistra verso destra e viceversa, cercando di restare tra loro equidistanti. L’esercitazione è utile per assimilare, benché si sia in possesso di palla, il concetto e la misura delle diagonali:

 

4>2+p

1-quattro difensori/centrocampisti marcano due attaccanti. Al rinvio del portiere due difensori/centrocampisti vanno in marcatura mentre gli altri due "scivolano" all’indietro in copertura (ciò vale per i laterali in caso di palla centrale e per i centrali in caso di palla laterale). Allo scopo di meglio calcolare i tempi dell’intervento rispetto alla traiettoria della palla i marcatori devono lasciare qualche metro agli attaccanti, salvo poi avvicinarsi, dopo il rinvio e quando la palla è in volo, una volta assimilata mentalmente la dinamica dell’azione:

 

4>4

1-vedi 1>1, esercitazione 2; vedi 2>2, esercitazione 1 e 3;

2-in una metà campo divisa come nel 4>0, esercitazione 2, si affrontano due squadre composte da 4 giocatori. Ciascuno è responsabile della propria zona e può aiutare solo i compagni posti nelle zone limitrofe scalando, di volta in volta, di una zona. L’obiettivo è quello di portare la palla sulla linea di fondo;

3-in un campo di 40x15m. si affrontano due reparti di centrocampo con l’obiettivo di superare la linea dei 40m. avversaria di 15m. palla al piede. I non possessori pressano e, recuperata la palla, ripartono a loro volta;

4-in una metà campo quattro attaccanti devono portare la palla all’interno di due porticine poste alle due estremità della linea di fondo campo, mentre i difensori si muovono in base al movimento della palla secondo la didattica prevista per gli attacchi centrali e laterali. Ripetere l’esercitazione aggiungendo una porticina al centro della linea di fondo campo:

 

4>5

1-in una metà campo quattro difensori affrontano quattro centrocampisti e un attaccante. I centrocampisti fanno girare palla da sinistra verso destra e viceversa, mentre i difensori si muovono secondo didattica, costruiscono le diagonali (su due, tre o quattro linee) e i centrali si "passano" la punta. Sollecitare l’attenzione sul far "uscire" il difensore laterale sul portatore centrocampista laterale, ma non il difensore centrale sul portatore centrocampista centrale, in tal caso, infatti, si procederà ad una "uscita" dell’intero reparto per lasciare l’attaccante in fuorigioco. Ripetere aggiungendo un altro attaccante:

 

4>6

1-in una metà campo si affrontano quattro difensori contro quattro centrocampisti e due attaccanti. I centrocampisti, dopo una serie di passaggi indisturbati, liberano e sganciano un compagno su una fascia, questo deve rapidamente crossare in area dove i quattro difensori lottano con i due attaccanti. In caso di respinta la difesa sale velocemente in modo da attuare il fuorigioco. Variante: dopo la respinta gli attaccanti devono proseguire l’azione cercando di superare il fuorigioco avversario;

 

4+p>7

1-in una metà campo si affrontano quattro difensori più un portiere contro sette avversari (tre attaccanti e quattro centrocampisti o due e cinque). I difensori devono muoversi in modo coordinato e coerente rispetto alle varie situazioni di gioco, devono scalare, costruire le varie diagonali e i triangoli difensivi, applicare il fuorigioco, i raddoppi e gli aiuti. Una volta conquistata la palla i difensori devono attuare un possesso cercando di raggiungere la linea di metà campo;

 

5>4

1-in una metà campo quattro difensori e un centrocampista affrontano quattro attaccanti. I difensori devono difendere due porticine situate alle due estremità della linea di centrocampo e hanno l’obiettivo di portare la palla dentro l’area di rigore. Ripetere l’esercitazione dapprima aggiungendo una terza porticina al centro della linea di metà campo, poi aggiungendo via via due centrocampisti (6>9), tre centrocampisti (7>10), quattro centrocampisti (8>11), modificando opportunamente le dimensioni del campo;

2-in una metà campo quattro difensori e un centrocampista affrontano quattro attaccanti/centrocampisti avversari. Gli attaccanti/centrocampisti fanno girare palla da sinistra verso destra e viceversa, mentre i difensori si muovono secondo didattica e costruiscono le diagonali (su due, tre o quattro linee). Sugli attacchi laterali il difensore laterale "esce" sul portatore con l’aiuto e il raddoppio del compagno centrocampista. Sugli attacchi centrali "esce" sempre il centrocampista sul portatore. Ripetere l’esercitazione aggiungendo un altro centrocampista e un attaccante, in modo da impegnare anche i difensori centrali:

 

5+p>7

1-in una metà campo si affrontano quattro difensori e un centrocampista più un portiere, contro quattro centrocampisti più tre attaccanti (o cinque e due). Eseguire come nel 4+p>7, esercitazione 1, con in più il centrocampista che copre la zona e aiuta nei raddoppi di marcatura sia centrali che laterali;

 

6>6>6+2p

1-in una metà campo si affrontano due squadre (rossi e blu) composte da due reparti di tre giocatori ciascuno. L’obiettivo per i blu è quello di segnare una rete, mentre per i rossi è quello di superare la linea di metà campo. Quando la squadra rossa supera la metà campo si rovesciano le parti, cioè i rossi vanno all’attacco della porta opposta e una terza squadra gialla, ugualmente composta da due reparti di tre giocatori, la difende. Così via alternando le tre squadre e le due metà campo. Ripetere secondo un 8>8>8+2p:

 

8>4

1-in una metà campo quattro difensori e quattro centrocampisti affrontano quattro attaccanti/centrocampisti avversari. Gli attaccanti/centrocampisti fanno girare palla da sinistra verso destra e viceversa, mentre i difensori e i centrocampisti si muovono secondo didattica e costruiscono le diagonali (su due, tre o quattro linee). Sugli attacchi laterali il difensore laterale "esce" sul portatore con l’aiuto e il raddoppio di un compagno centrocampista (A). Sugli attacchi centrali "escono" sul portatore i due centrocampisti centrali badando alla costruzione del triangolo difensivo (B). Attenzione a far sì che i due reparti si dispongano sfalsati, ossia in modo da costruire sempre 6 triangoli difensivi. Ripetere l’esercitazione aggiungendo uno e poi due attaccanti, in modo da impegnare anche i difensori centrali:

A

B

 

8>8

1-in una metà campo trasversale si affrontano due squadre composte da tre difensori, tre centrocampisti e due attaccanti, con lo scopo di guadagnare e, viceversa, impedire il raggiungimento della linea di fondo. Attuare tutti i movimenti della didattica appresi;

 

10>1p

1-la squadra è schierata secondo il proprio modulo tattico e ad ogni rinvio del portiere si comporta diversamente a seconda di dove cade la palla. L’esercitazione è utile per insegnare i movimenti di approccio alla palla e i raddoppi automatici di marcatura (in questo caso il giocatore verso cui cadrà la palla la arresterà, rimarrà fermo sul posto e verrà considerato un avversario cui adeguare spostamenti, scivolamenti, raddoppi,…). Ripetere 10>10+p;

 

10>10

1-in un campo di 50x60m. inserito tra le due linee mediane di un campo si affrontano, senza portieri, due squadre con l’obiettivo di raggiungere la linea di fondo avversaria e, viceversa, impedire la medesima azione agli avversari sulla propria;

 

10>11

1-in tre quarti di campo una squadra (in 10) attacca la porta e difende la propria linea di tre quarti, mentre l’altra (in 11) difende la propria porta e deve portare la palla sulla linea della tre quarti. La squadra in 10 viene sollecitata nell’attuazione del pressing offensivo e/o ultraoffensivo;

 

11>0

1-la squadra si dispone secondo il proprio modulo tattico e, a secco, si muove in base a sei punti di riferimento di colore diverso disposti sul campo come se fossero avversari (due ali, un centravanti, due centrocampisti, un difensore centrale). Al colore chiamato dall’allenatore tutta la squadra si muove secondo didattica (in linea per attacco centrale o in diagonale per attacco laterale) all’attacco del portatore cercando di restare corta, stretta e sfalsata in modo da assicurare la costruzione dei triangoli difensivi. L’esercitazione deve iniziare con ritmi blandi (in tal caso può fungere anche da riscaldamento) per poi assumere ritmi via via più veloci e aggressivi;

2-in un campo disseminato di "cinesini" collocati equidistanti tra loro a scacchiera, si muove la squadra schierata secondo il proprio modulo tattico. L’allenatore ordina i movimenti da compiere (avanti, avanti in diagonale a destra e a sinistra, indietro, indietro in diagonale a destra e a sinistra, a destra, a sinistra). Le scalate e gli spostamenti, grazie ai "cinesini", vengono effettuate in modo da mantenere sempre le giuste ed equilibrate distanze tra i reparti. I "cinesini" fungono da punto di riferimento (vertici) per la costruzione dei triangoli difensivi. L’esercitazione deve iniziare con ritmi blandi (in tal caso può fungere anche da riscaldamento) per poi assumere ritmi via via più veloci e aggressivi;

 

11>3

1-la squadra si schiera secondo il proprio modulo tattico mentre tre giocatori avversari, posti parallelamente sulla linea di metà campo e distanti tra loro circa 15m., si passano la palla da destra a sinistra e viceversa a due tocchi (arresto e passaggio), alternando ritmi blandi a fasi veloci e, di tanto in tanto, effettuando un lancio in profondità o uno scarico verso la propria ipotetica difesa. In corrispondenza di ciascun arresto e, soprattutto, ad ogni rallentamento e indugio del possessore, tutta la squadra si muove verso la palla attaccando il portatore (senza contrasto) con i giocatori più vicini. Appena il portatore si prepara ad un lancio in profondità tutta la squadra indietreggia mentre l’attaccante più vicino va ad ostacolare l’esecuzione. Se il lancio non avviene tutta la squadra sale per attuare il fuorigioco, mentre il portatore viene aggredito da almeno due giocatori per indurlo a liberarsi della palla e cadere nella trappola. In caso di scarico della palla verso la difesa scatta il pressing da parte degli attaccanti. L’allenatore deve curare l’esecuzione dei vari particolari (lunghezza e larghezza della squadra, tempi di attacco alla palla, tempi di avanzamento e arretramento, linee e diagonali, triangoli difensivi, scaglionamento dei difensori,…);

 

11>11

1-due squadre si schierano secondo il proprio modulo tattico. Quella in possesso di palla si limita ad esercitarne il possesso alternando passaggi lunghi o corti e lenti o rapidi, lanci in profondità o scarichi verso la difesa. Quella senza possesso deve eseguire i comportamenti didattici imparati (coprire gli spazi, restare stretta e corta, linee e diagonali, triangoli difensivi,…) e riconquistare la palla, senza contrasto, intercettando un passaggio. Una volta recuperata la palla le parti si invertono.

 

LA DIFESA A ZONA

 

Strategia: marcare a uomo, marcare a zona

Nel marcamento a "uomo" e nel marcamento a "zona", le strategie da adottare sono sicuramente diverse (la strategia è il complesso dei mezzi e degli accorgimenti adottati per battere l'avversario o, almeno, per spartire il punteggio in palio).

La difesa individuale con il "libero" è, certamente, la forma difensiva più utilizzata nel calcio dei dilettanti. I suoi punti forti sono:

-la marcatura stretta costringe l'avversario a doversi impossessare del pallone e a rigiocarlo in condizioni non certo ottimali;

-è un gioco particolarmente efficace contro un avversario molto più forte individualmente;

-il sistema è semplice da mettere a punto e facile da applicare.

I punti deboli di questa strategia sono:

-la creazione di spazi;

-l'attacco portato sui lati;

-capacità nell'1:1;

-utilizzo di corse incrociate;

-utilizzo di "veli", "blocchi"...

I motivi che spingono l'allenatore ad adottare questa strategia difensiva sono da ricercare, soprattutto, nella valutazione che il tecnico riesce a dare al suo gruppo di lavoro. Un buon motivo è ritenere che i propri giocatori siano superiori all'avversario sul piano fisico-atletico. Come è altrettanto valido che il tecnico non giudichi i difensori della propria squadra sufficientemente idonei a praticare una difesa di "zona", che necessita di grande abnegazione per ottenere una coordinazione delle azioni difensive ottimale ed un maggior numero di informazioni sulle possibilità di gioco degli attaccanti. Oppure, semplicemente, l'allenatore giudica l'avversario di livello tecnico insufficiente per opporsi con una strategia a "zona".

 

Diagonale

Nel gioco a "zona" è importante il concetto di diagonale, sia da parte del giocatore più vicino al pallone (piccola diagonale), sia da parte del giocatore che si trova più lontano dallo stesso, in funzione dei concetti di "anticipo" e "copertura". Tra i principi che caratterizzano la difesa di zona, il concetto di diagonale è quello che, più di altri, ha subito delle varianti necessarie per un adeguamento all'evoluzione del calcio moderno (fig. 1).

Fig. 1: diagonale tradizionale su quattro linee

 

Diagonale "EAGLE"

La diagonale tradizionale, gioco forza, offriva all'attacco avversario troppa profondità. Difetto, questo, che possiamo eliminare con la diagonale "eagle". La diagonale "eagle" può essere sia su tre che su due linee.

Nel caso di diagonale "eagle" su tre linee, la punta della diagonale va sul possessore del pallone, avendo come sostegno il centrale più vicino. L'altro centrale sta più vicino alla zona pericolo, leggermente staccato e arretrato rispetto alla linea formata dall'esterno e dal centrale di sostegno al marcatore punta della diagonale (fig. 2).

Fig. 2: diagonale "eagle" su tre linee

Con la diagonale "eagle" su due linee, la punta della diagonale va sul possessore del pallone, avendo come sostegno il centrale più vicino. Il centrale più vicino alla zona di pericolo si porta in linea con l'esterno e l'altro centrale (fig. 3).

Fig. 3: diagonale "eagle" su due linee

Da evidenziare l'uscita in accompagnamento e copertura da parte del portiere.

Non è obbligatorio attuare la tattica del fuori gioco: i difensori avanzano spesso, sia su tre che su due linee, lasciandosi alle spalle gli attaccanti avversari. Lo scopo è quello di accorciare la squadra al fine di portare aiuto, non per cercare il fuori gioco a tutti i costi. E' chiaro che, più il pallone si avvicina alla porta, minore sarà lo spazio concesso agli attaccanti nella zona pericolosa. In questo caso la diagonale "eagle" si presta bene ad un'uscita in linea con ricerca del fuori gioco.

 

La difesa a zona: principi

L'attenzione dei difensori, principalmente, è rivolta al pallone, non solo ai giocatori avversari. Vengono definite delle zone "pericolose" e delle zone "non pericolose". Nelle prime i difensori si concentrano per agire, mentre nelle seconde i giocatori di difesa sorvegliano soltanto.

La difesa "in zona" coinvolge tutto il blocco squadra, compresi gli attaccanti: la squadra è corta sull'asse pallone-porta ed ogni difensore è solidale con il blocco difensivo. Lo spazio concesso agli attaccanti nella zona pericolosa diminuisce proporzionalmente all'avvicinarsi del pallone alla porta. Non è obbligatorio attuare la tattica del fuori gioco.

I giocatori che difendono devono essere sempre concentrati ed attivi mentalmente: infatti, sono chiamati ad un continuo adattamento su avversari che cambiano frequentemente e con velocità. Fondamentale il concetto di diagonale, sia da parte di chi è vicino al pallone (diagonale piccola), sia da parte di chi è più lontano dallo stesso, in funzione dei concetti di "anticipo" e "copertura".

 

La difesa di zona: funzionamento

Non appena la squadra perde il pallone, può assumere tre diversi atteggiamenti a seconda del risultato e del rapporto di forza tra le due squadre in campo.

1-Attaccare rapidamente l'avversario in possesso del pallone con i giocatori a lui più vicini. In questo caso ci sarà un primo difensore in "chiusura" ed un compagno, più vicino a lui, che si pone in "copertura". Gli altri difensori più vicini, a destra e a sinistra, sorvegliano gli attaccanti che possono ricevere. Così si può impedire loro di andare a rete, si concede poco tempo per controllare il pallone, si può intercettare il passaggio se effettuato in modo impreciso.

2-Si può stabilire un atteggiamento di "pressione" da esercitare solamente su certi giocatori che, per esempio, hanno difficoltà nel controllo del pallone.

3-La squadra ritorna velocemente e aspetta l'avversario nel proprio terzo difensivo, sfruttando l'azione ritardatrice del calciatore più vicino al pallone.

 

Pressing

Tatticamente, parlare di pressing equivale ad un atteggiamento di organizzazione collettiva con la quale più giocatori aggrediscono l'avversario per riconquistare il pallone. Il grande dispendio energetico necessario per una buona riuscita del pressing, consiglia di attuarlo saltuariamente, adattandolo alle reali esigenze di conquista del pallone. Per cui, alla bisogna, potremo attuare un pressing ultraoffensivo, offensivo o difensivo (fig. 4).

Fig. 4

Il pressing può essere aggressivo o razionale. Quello aggressivo consente una riconquista del pallone immediata; nel pressing ragionato, invece, la riconquista del pallone avviene in seguito a determinati comportamenti, ma non è immediata.

Il vantaggio di un atteggiamento generale razionale è dato dal fatto che si può aggiungere un eventuale raddoppio-gabbia, dando un possibile sostegno alla marcatura, onde non consentire una verticalizzazione. Si crea così il binomio sostegno e diagonale, con concentrazione di uomini e dispendio energetico ridottissimo. Il possesso del pallone avviene sulle traiettorie con avversario leggermente sbilanciato.

 

Pressione

Sarebbe abbastanza problematico effettuare un'efficace azione di pressing, sia aggressivo che razionale, se i vari giocatori fossero troppo distanti tra loro e se il singolo non fosse in grado di effettuare un'adeguata pressione. La pressione è un atteggiamento individuale che mette il difensore in condizione di contrastare l'avversario. In tal caso la parola inglese "tackle", nel suo giusto significato, va intesa nel senso di contrastare e non riferita, semplicemente, al solo contrasto. In questo modo si può effettuare una pressione andando a marcare un possibile ricevente, in forma diretta o indiretta.

La forma di contrasto diretto è quella che maggiormente conosciamo ed alleniamo. Per effettuare una forma di contrasto indiretto, il difensore deve mettersi in zona d'ombra, per non far ricevere il pallone all'avversario. Il difensore, quindi, assumendo una postura adatta a seconda della posizione del pallone, sarà in grado di marcare in un modo o in un altro. L'invito palese è ad allenare la propria squadra, quanto più possibile, in situazione.

 

Eserciziario

A-1c1 in zona centrale alta

L'attaccante assume un atteggiamento di pressione sull'avversario, tale da consentire l'intercettemento.

B-1c1 in zona laterale alta

L'attaccante assume un atteggiamento di pressione che gli consenta l'intercettamento con vari intendimenti, a seconda dell'obiettivo prefissato.

C-1c1 vicino all'area

Il giocatore che va a contrastare non deve avere fretta. Se l'attaccante è di spalle, deve aspettare che faccia mezzo giro, per poi andare in contrasto sul mezzo giro stesso.