CENNI STORICI SU
RIPOSTO
La formazione fisica
del territorio di Riposto è da farsi risalire a circa mezzo milione di
anni addietro, quando apparvero le prime manifestazioni eruttive nel mar
Ionio, al centro di un grande golfo preetneo. La lava riempì questa
immensa insenatura e sovrapponendosi dopo migliaia di eruzioni fece sì
che tutta la zona si sollevasse formando il massiccio etneo.
In corrispondenza del
mare di Riposto vi è un abbassamento geologicamente analogo
all’avvallamento della Valle del Bove, mentre a circa 1,5 miglia a Est
del molo foraneo, si trova un edificio vulcanico spento a tetto tronco,
chiamato «Secca».
Dall’esame delle
coste ripostesi, coste basse e "ghiaiuse", formate da
materiale alluvionale, si può dedurre che esse appartengono ad
un’epoca anteriore alla formazione della Valle del Bove, quindi al
golfo preetneo di origine preistorica.
Oggi il territorio di
Riposto è formato da una pianura alluvionale che inizia alle pendici
dell’Etna e finisce in vicinanza di Torre Archirafi. Tutta la zona fu
soggetta a periodici sismi, dovuti a movimenti d’innalzamento e di
oscillazione non seguiti dalla costa (2); così si spiega il grande
dislivello che vi e tra Leonardello e il torrente Mangano, (circa 55
metri di altezza e quasi un chilometro di lunghezza), e 1’altro nella
« timpa» della terra di Aci; nonché lo sprofondamento della «Torre
Archirafi» e 1’apparire e sparire nel tempo del "Chiancone",
materiale durissimo simile alla roccia e al cemento, di colore scuro che
si trova nella battigia del lungomare ripostese E. Pantano.
Il sito della Riposto
attuale ospitò forse il caricatoio di Kallipolis, la città fondata nel
VII secolo a. C. dai calcidesi di Naxos, e dopo pochi secoli di vita
distrutta da Ippocrate di Gela, le cui rovine ci vennero descritte da
Strabone all’inizio dell’era cristiana. E’ pensabile che questo
caricatoio seguì, nei periodi romano e bizantino, le vicende
dell’antica Mascali.
E’ certo che a metà
del secolo XII l’industria cantieristica siciliana era concentrata nel
triangolo S. Marco-Messina-Mascali, e che la città delle «sette torri»
esportava dalla sua darsena, oltre i prodotti della terra, legname e
pece per armare e manutenzionare i velieri.
Durante il periodo
degli Angioini e degli Aragonesi, in seguito alle continue lotte di
Mascali, lotte che culminarono con la sua sottomissione a Calatabiano
nel 1356, 1’arsenale incominciò a perdere il dinamismo raggiunto nel
periodo normanno, fino a languire per circa trecento anni. Intorno al
1700 Riposto diventò un florido emporio commerciale della Contea di
Mascali e nel 1750 lo storico siciliano Abate Amico nelle annotazioni
alle « Deche » del Fazello scriveva:
"...Est non longe
a Mascalis repositorium, vulgi vocabulo riposto promptuariis sedibusque
ad vinum condendum accomodatis, cuius ingens fit quaestum ab inco- lis..."
Nel XVIII secolo quindi
gli insediamenti nel territorio dell’attuale Riposto divennero più
fitti fino a dar vita alla formazione di un primitivo nucleo abitato che
prese il nome di "pagliai". Molteplici furono le cause
di questa espansione demografica. I fattori che più influirono, in quel
periodo e nei decenni successivi sulla crescita socio-economica della
comunità furono indubbiamente questi:
1) Lo sviluppo della
darsena di Mascali che sfruttava le risorse offerte dai boschi
dell’Etna, e che era divenuta punto d’incontro dei mercanti che
acquistavano legname, pece, materiali per imbarcazioni o velieri.
2) Le tragiche vicende
di Messina (le ribellioni del 1646, 1674, 1678, la peste del 1743, le
inondazioni del 1819 fino al terremoto del 1908) che alimentarono
1’immigrazione messinese in provincia di Catania e fecero sorgere una
«colonia mercantile» in Riposto attorno alla chiesetta della «Madonna
della lettera». (L’effigie, portata dagli abitanti della città dello
stretto, è copia di quella che intorno al 1435 i messinesi veneravano
nel loro sito natale, dove si diceva esistesse una lettera scritta di
pugno dalla Vergine Maria di Gerusalemme).
3) La costruzione nel
1751 di un forte a difesa del caricatoio e dei vigneti intorno a Riposto
contro i pirati.
4) Lo splendore dei
suoi cantieri navali che fino al 1900 furono i primi in Sicilia per
numero di bastimenti a vela costruiti.
In seguito, un secondo
nucleo del paese si formò a sud del torrente Jungo, attorno alla «
Casa Pasini » costruita nel 1725, la cui cantina, nel 1868, fu ceduta
per la costruzione della Chiesa del Carmine. Questo quartiere fu
chiamato «Scaricello» cioè piccolo scalo, poiché il grande
scalo era quello del quartiere dei «Pagliai».
Nacque così Riposto,
quartiere della Contea di Mascali, al centro di un retroterra ricco di
agrumi e vini, fecondato dall’attività agricolo-commerciale in
espansione delle popolazioni etnee, destinato ad avere un ceto
commerciale "...con ardimento e coraggio industre", mentre i
suoi velieri, costruiti, armati e comandati da Ripostesi, solcavano il
Mediterraneo. In breve tempo questo sito, ove prima sorgevano solo
magazzini-deposito, divenne una cittadina, "la più commerciale e
doviziosa terra di Sicilia", come scrisse L. Vigo nel 1836.
Già verso la fine del
1500, il territorio della vecchia Contea di Mascali era stato diviso in
piccole proprietà dai Vescovi di Catania, per renderlo produttivo.
Erano nati tredici borghi: Riposto, Torre Archirafi, Sant’Alfio, San
Giovanni, Milo, Dagala, Macchia, San Matteo, San Leonardo, Santa Maria
La Strada, Nunziata, Tagliaborsa, Giarre. Di questi, Giarre progredì,
molto rapidamente tanto che il 28 febbraio 1823, da Vienna, il re
stabiliva che i borghi di Macchia, San Matteo, Torre Archirafi, Riposto,
S. Leonardello, Dagala, Milo, S. Giovanni, S. Alfio, Giarre formassero
il territorio del comune autonomo di quest’ultimo, con una popolazione
di 15611 abitanti.
Ben presto, forte del
contributo che i suoi uomini davano al Regno, della grande espansione
commerciale di Riposto, dello sviluppo del suo arsenale, dei suoi cento
velieri che solcavano i mari, la «gente ripostese» concepì la
speranza di ottenere 1’autonomia da Giarre. I Giarresi ritraevano
molti vantaggi finanziari dall’attività commerciale e marittima dei
Ripostesi che, sentendosi sfruttati, incominciarono a lottare fino ad
ottenere, il 17 Aprile 1841, da re Ferdinando II, 1’autonomia
amministrativa. Così il nuovo Comune nacque dall’unione dei quartieri
di Riposto e Borgo la Torre. Passarono decenni di prosperità e di
crescita socio-economica per Giarre e per Riposto, finché, per volere
della gerarchia fascista ed in seguito ad interessamento del podestà
giarrese Giuseppe Vasta Parisi e del ripostese on.le Achille
Arcidiacono, con R.D. del settembre 1939 nacque il comune di Jonia,
dalla fusione appunto dei due centri vicini.
Quando la seconda
guerra mondiale finì, si vide come essa aveva distrutto 1’economia e
la marina ripostese. Infatti i suoi armatori erano rovinati, molti dei
suoi equipaggi completi degli ufficiali si trovavano in fondo al mare,
la sua flotta distrutta, il cantiere navale in grave crisi, il porto
ridotto ormai ad un cumulo di massi, 1’unione con Giarre, imposta
dall’alto, in frantumi. Solo la spiaggia, il vecchio Istituto Nautico
e il ricordo rimanevano custodi della storia di Riposto.
Nel dopoguerra, alla
ricerca di una rapida rinascita, Riposto nel 1946, chiese ed ottenne di
essere separato amministrativamente da Giarre, tornando a formare il
vecchio comune di Riposto. Tra alterne fortune, tra crisi e rinascita,
Riposto continua la sua vita fino ai giorni nostri.
E la storia Continua
…