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Riposto
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FOTO DI
RIPOSTO
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CENNI
STORICI SU RIPOSTO STORIA
DI RIPOSTO
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Riposto (C.A.P. 95018) dista 220 Km. da
Agrigento, 154 Km. da Caltanissetta, 28 Km. da Catania, alla cui
provincia appartiene, 125 Km. da Enna, 68 Km. da Messina, 256 Km. da
Palermo, 132 Km. da Ragusa, 86 Km. da Siracusa, 355 Km. da Trapani.
Il comune conta 13.893 abitanti e ha una superficie
di 1.288 ettari per una densità abitativa di 1079 abitanti per
chilometro quadrato. Sorge in una zona pianeggiante, posta a 7 metri
sopra il livello del mare.
Il municipio è sito in piazza San Pietro, tel.
095-938122 fax. 095-932034, numero verde 800213544. L'indirizzo di posta
elettronica è il seguente: comune.riposto@omnia.it.
Grosso centro agricolo, Riposto vanta una ricca
produzione di uva da mosto, agrumi e olive.
Il nome Riposto ha origini commerciali e deriva dal
siciliano U ripostu che significa "la cantina"
poichè in esso venivano depositate le ingenti quantità di vino
raccolte nelle vicine città di Giarre e Mascali. Il primo borgo
appartenne al comune di Giarre sino al 1841, anno in cui divenne
autonomo, conoscendo un notevole sviluppo economico e urbanistico. Nel
1939 la città fu di nuovo dipendente dall'amministrazione di Giarre e
prese il nome prima di "Riposto-Giarre" poi, nel 1942, di
"Jonia".
Nel 1945 i due paesi sono stati nuovamente separati
amministrativamente.
Nel settore dei monumenti sono rilevanti la
classicheggiante Chiesa Madre, dedicata a S. Pietro, che racchiude
numerose tele, opere di Giuseppe Zacco (XIX secolo), Antonio Bonaccorsi
(1826-1897) e Matteo Desiderato (sec. XVIII-XIX): al suo interno è
inoltre visibile l'unico organo francese fine ottocento esistente in
Italia e un pregiatissimo pulpito.
Di grande rilievo è anche la Chiesa della Madonna
della Lettera, eretta nel 1710 che conserva uno splendido quadro della Madonna
con il Bambino, di epoca incerta.
Interessante è pure il Palazzo Comunale, costruito
nel 1920.
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Un
incantevole lembo di Sicilia sul mare Ionio ai piedi del vulcano Etna
(
a cura di Salvatore Anello e Domenico Di Martino )
Effatà
Si
dice che esistano degli angoli di mondo in cui Dio si specchia per
compiacersi delle meraviglie della sua opera. Se questa leggenda ha un
fondo di verità, allora certamente il Creatore avrà spesso indugiato
in quella zona del versante orientale dell’Etna dove i fianchi del
vulcano declinano dolcemente verso l’azzurra distesa dello Jonio.
Al centro di questo incantevole lembo di Sicilia, dove l’acqua e il
fuoco si lambiscono fino a sfiorarsi, sorge Riposto, centro marinaro
distante appena 30 Km da Catania. Pochi altri luoghi al mondo possono
vantare una posizione tanto invidiabile: il paese sorge infatti sulle
rive dello Jonio proprio al margine delle lunghe spiagge sabbiose,
ininterrotte fino alla foce dell’Alcantara; ma Riposto si trova anche
ad un tiro di schioppo dal Vulcano più alto d’Europa, anzi proprio in
corrispondenza, con il piccolo centro jonico, la linea costa - cratere
trova la sua minima distanza. |
Riposto,
dunque, città di mare, ma anche naturale porto per tutti i prodotti che
le feraci campagne etnee producevano in abbondanza. Riposto al centro di
un anfiteatro che ha peculiarità uniche al mondo: si pensi che nel
raggio di 30 km è possibile passare da uno degli angoli più
affascinanti e carichi di miti del Mediterraneo ai deserti lavici del
vulcano più spettacolare e fruibile dell’intero pianeta, passando per
bellezze naturali ed artistiche di eccezionale rilievo. Solo per citare
gli esempi più eclatanti: gli straordinari scenari del parco
dell’Etna, le gole del fiume Alcantara, le meraviglie architettoniche
di Catania, l’incomparabile bellezza di Taormina e della sua baia.
Posizione veramente felice quella di questo ridente borgo siciliano, e
di ciò si erano accorti i greci calcidesi nel 735 a.c. quando decisero
di fondare le loro prime colonie siciliane. Le imponenti rovine di Naxos
la prima città greca di Sicilia, sorgono a soli 10 km dall’attuale
Riposto e qualcuno ha identificato il sito della seconda colonia
calcidese, la misteriosa Kallipolis, proprio sul litorale ripostese. Ma
queste ipotesi non hanno mai trovato il riscontro di ritrovamenti
archeologici e allora si fa risalire l’origine di Riposto allo
sviluppo nel periodo normanno della darsena di Mascali che sfruttava le
risorse offerte dai boschi dell’Etna e che era divenuta punto
d’incontro dei mercanti che acquistavano legname, pece, materiali per
imbarcazioni o velieri. Non a caso nelle cripte della Chiesa della
Lettera, il più antico tempio ripostese, sono state ritrovate monete
del tempo del re Guglielmo il Buono. |
Decisive
per la crescita. dell’originario borgo di pescatori furono le tragiche
vicende di Messina (le ribellioni del 1646, 1674, 1678, la peste del
1743, le inondazioni del 1819 fino al terremoto del 1908) che
alimentarono l’immigrazione messinese in provincia di Catania e fecero
sorgere una “colonia mercantile” in Riposto attorno alla chiesetta
della “Madonna della lettera”. (L’effigie, portata dagli abitanti
della città dello stretto, è copia di quella che intorno al 1435 i
messinesi veneravano nel loro sito natale, dove si diceva esistesse una
lettera scritta di pugno dalla Vergine Maria di Gerusalemme).
A partire dal secolo XVIII le sorti del “Repositorium” (ripostiglio,
donde il toponimo Riposto), cosi era detto originariamente il caricatoio
della contea di Mascali, subirono un deciso sviluppo grazie alla
straordinaria posizione del giovane centro, naturale sbocco per i
prodotti etnei ed in primo luogo il vino. Allo scopo di proteggere gli
ingenti traffici ripostesi dalle scorrerie dei pirati turchi nel 1751 il
viceré di Sicilia Laviefuille volle che sulla spiaggia fosse edificato
un massiccio forte di difesa, forse l’ultima opera difensiva sorta in
Sicilia contro la pirateria.
Il secolo XIX segnò il decollo per Riposto e un periodo di eccezionale
prosperità economica per l’oligarchia commerciale che
all’esportazione del vino avevano affidato il suo destino. I velieri,
costruiti, armati e comandati da Ripostesi, solcavano il Mediterraneo.
In breve tempo questo sito, ove prima sorgevano solo magazzini-deposito,
divenne una cittadina, “ la più commerciale e doviziosa terra di
Sicilia”, come scrisse L. Vigo nel 1836, e sempre per rimanere
nell’ambito delle citazioni letterarie, Giovanni Verga, nel suo
capolavoro “I Malavoglia” indica proprio Riposto come destinazione
del tragico viaggio della “Provvidenza” e a Riposto Ntoni vuole
imbarcarsi per sfuggire alla miseria del suo mondo. Nel 1841 fu
conquistata l’autonomia comunale, mentre già nel 1820 era sorto a
Riposto il glorioso Istituto Nautico, il secondo in Italia dopo quello
di Camogli in Liguria, fucina di intrepidi uomini di mare e luogo
dell’emancipazione di una piccola borghesia che in poche generazioni
seppe passare dall’analfabetismo dei patriarchi al controllo economico
e culturale di una zona di eccezionale effervescenza commerciale. Sono
questi gli anni in cui prende forma il centro storico del paese e
sorgono tutti gli edifici più importanti sia di culto che
dell’amministrazione.
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Il
periodo d’oro per Riposto si conclude con il secondo conflitto, che
segnò l’acme di un declino iniziato già con i primi decenni del
Novecento. Il crollo del comparto vinicolo, l’abbandono della
navigazione a vela e una certa inadeguatezza dell’elite ripostese ad
adeguarsi ai nuovi dettami del commercio marittimo furono le cause di
una decadenza che, con momentanee schiarite, si è protratta per tutto
il secolo XX, quando con la scelta di riconvertire l’attuale porto di
Riposto in un approdo turistico fra i più ambiziosi del Sud Italia, si
è cercato di cambiare radicalmente pagina e di scommettere sul turismo
per una rinascita economica e sociale del paese. |
Oggi
Riposto si presenta agli occhi del visitatore come un ordinato paese
siciliano, il suo centro storico con le vie che si intersecano
ortogonalmente non ha subito significative alterazioni e così il nucleo
principale è rimasto pressoché identico a quello degli anni del boom
ottocentesco. Una passeggiata per le strade di Riposto non può
prescindere da una visita al porto. Si tratta infatti di un luogo
estremamente significativo nel quale si corroborano le diverse anime
della cittadina jonica e il passato e il presente si fondono in un
ambiente dalle mille sfaccettature. Giunti sulla banchina, iniziata nel
1906, si può godere della bellissima passeggiata ricavata sulla diga
foranea; da questo straordinario belvedere si resta estasiati da un
panorama davvero unico; da qui infatti è possibile ammirare l’Etna in
tutta la sua maestosità. In
molti ritengono che questo sia il punto migliore per godere della vista
del vulcano. Lo sguardo può spaziare non solo fino al cratere del
Mongibello e con gli occhi si abbraccia il promontorio dominato da
Taormina, le prime propaggini dei Nebrodi e le imponenti sagome dei
Peloritani che raggiungono il mare e corrono verso Messina. Nelle
giornate terse la Calabria si staglia all’orizzonte e lo Jonio pare
diventare un lago incoronato dalle mille luci delle coste. Ma il porto
oltre ad offrire panorami indimenticabili ... rappresenta la sintesi fra
il passato e il futuro di questa cittadina siciliana: all’interno del
bacino convivono infatti le attività tradizionali legate alla piccola
pesca, gli ultimi maestri d’ascia, eredi di una gloriosa tradizione
cantieristica, e i lavori per la costruzione del porto turistico grande
speranza per i ripostesi e per tutta la comunità jonico-etnea. |
Lasciato
il porto, la nostra passeggiata. potrà proseguire verso sud in
direzione di Torre Archirafi, ameno borgo marinaro d’antichissima
origine. Merita una visita il palazzo Vigo, residenza dei feudatari del
luogo, dalla splendida e scenografica facciata. sul mare. Se si ha la
ventura di passeggiare per lo stupendo lungomare che porta a Torre
Archirafi nelle sere d’estate non sarà difficile imbattersi nelle
lampare che punteggiano l’oscurità; al mattino il frutto della
fatiche notturne dei pescatori sono i deliziosi polipetti infiocinati,
che sarà possibile acquistare ancora vivi direttamente sulla spiaggia,
a prezzi non proprio modici... |
Se
invece dal porto si va verso il paese, allora si attraversa l’antico
quartiere dello “Scariceddu”, un tempo abitato da pescatori e gente
di mare, caratterizzato da un dedalo di stradine che corrono verso il
mare. Nei balconi delle piccole case ammassate l’una all’altra, non
mancherà l’inconfondibile vaso di plumeria, un fiore tropicale
che la leggenda vuole importato a Riposto da un marittimo al ritorno dei
suoi lunghi viaggi in giro per il mondo; si tratta di una pianta dai
fiori soavi e profumatissimi che inondano di effluvi le notti
dell’estate ripostese. Questa specie, proprio nel piccolo centro
jonico, ha trovato il suo habitat ideale e vi prospera mentre è assai
più raro trovarla in altre località distanti anche pochi chilometri. |
Lungo
la litoranea Via Duca del mare, che costeggia le acque portuali ci si
imbatte nell’istituto Nautico, cuore e memoria delle tradizioni
ripostesi; la sede dell’istituto, risalente al 1820 e tutt’ora
egregiamente funzionante, ospita un interessante planetario, fra i più
importanti in Sicilia e oggetto di molte visite. Proseguendo verso il
centro del paese si arriva al mercato del pesce e qui i buongustai hanno
l’obbligo di fermarsi per acquistare il pesce fresco locale. Noi
consigliamo il gambero preso con antichi sistemi a poche centinaia di
metri dalla costa ripostese da pescatori che si tramandano i segreti del
mestiere di padre in figlio. Da non perdere lo spettacolo dei crostacei
che arrivano vivi e saltellanti direttamente dalle barche.
Ancora pochi passi e si arriva nell’antico cuore pulsante del paese la
piazza del Commercio, un tempo arenile di sabbia vulcanica dove venivano
tirati in secco i bastimenti e riposte le botti cariche di vino prima di
essere imbarcate. Sulla piazzetta si affaccia la chiesa della Madonna
della Lettera, il più antico luogo di culto ripostese; nel piccolo
tempio si venera la Vergine della Lettera, culto tipicamente messinese.
Degne di grande interesse le cripte e l’impressionante ossario
rinvenuti al di sotto della chiesa. Essi fanno parte di un complesso
sistema funerario risalente a epoche diverse, che molto potrebbe dire
sulla storia del luogo prima del XVI secolo. Si può proseguire la
visita per la vecchia Via Mess ina,
oggi Via Colombo, dove, tra le nuove costruzioni, resiste qualche
esempio di magazzino del vino in abbandono, relitto architettonico di
quell’autentica civiltà commerciale che contraddistinse Riposto nei
secoli d’oro del suo boom economico.
Oggi il cuore del paese è l’elegante Piazza San Pietro su cui si
affaccia l’altero palazzo municipale eretto negli anni Venti e la
maestosa Basilica dedicata al pescatore di Cafarnao, dalle eleganti
linee neoclassiche, simbolo eloquente della grande fede dei ripostesi
verso il loro Santo Patrono e manifestazione tangibile della floridità
economica raggiunta dal paese nei suoi anni migliori. |
L’imponente
tempio fu infatti iniziato nel 1808. La vita cittadina si svolge fra la
piazza, il mercato e il corso Italia, detto dagli abitanti “u stratuni”
lo stradone, un lungo rettilineo costruito nel 1780 che congiunge
Riposto alla vicina Giarre; su quest’arteria si affacciano costruzioni
notevoli in stile liberty e neoclassico, dimore di quella borghesia
commerciale che deteneva il potere economico nel secolo XIX.
Queste le credenziali di Riposto, piccolo borgo al centro di una zona
che offre una miriade di possibilità all’avveduto visitatore. Chi avrà
l’accortezza di non considerare il paesino jonico solo un punto di
d’arrivo per la sua posizione eccezionale, ma indugerà a indagarne
l’anima variegata, scoprirà una cittadina vivace e ricca di
tradizioni, abitanti cordiali e ospitali, un clima eccezionalmente mite
per 10 mesi all’anno e scorci paesaggistici lontani dalle icone del
turismo di massa, ma in grado di imprimersi nel cuore del viandante per
sempre e di destare in lui il desiderio di ritornare. Senza mai
dimenticare che questo è un posto dove a Dio piace specchiarsi e del
quale gli uomini finiscono con l’innamorarsi. |
COME
ARRIVARE
Da Messina si percorre l’autostrada A18 Catania - Messina per 65 km con uscita
a Giarre; da Catania è possibile arrivare a Riposto percorrendo 1’A18 per 16
km con uscita a Giarre, oppure seguendo la SS 114 Catania - Messina, dalla quale
si gode l’incantevole panorama della riviera jonico-etnea.
COSA
VEDERE
Riposto sorge in una posizione strategica che lo pone a breve distanza
dall’Etna, dalla città di Catania e da Taormina. Nel centro storico troviamo
alcuni tra i siti di maggiore interesse della cittadina: la bellissima Basilica
intitolata a San Pietro, una perla di stile neoclassico le cui linee
architettoniche richiamano quelle di San Giovanni in Laterano a Roma; al suo
interno sono racchiuse importanti testimonianze artistiche come lo splendido
pulpito realizzato dall’architetto Carlo Sada o il quadro raffigurante il
martirio di San Sebastiano ad opera del pittore Antonino Bonaccorsi.
Uscendo
dalla più importante chiesa ripostese e avviandosi verso il mare, divisi dalla
ridente piazza del Commercio, un tempo cuore pulsante dei traffici ripostesi, si
incontrano due tra i luoghi più significativi nella storia di Riposto: il
mercato ittico e ortofrutticolo, dove è possibile acquistare il buon pesce
locale, e la chiesa
della Madonna della Sacra Lettera, al cui interno, durante i lavori di restauro
del 1979, venne alla luce un complesso sistema di cripte risalenti ai secoli XVI
e XVII ed alcune monete di epoca normanna.
Meritano
una visita anche il Parco delle Kentie, la Villa comunale Edoardo Pantano che si
affaccia lungo il Corso Italia, le torrette di avvistamento risalenti ai secc.
XVI - XVII situate in contrada Modò e alla foce del torrente Mangano,
l’osservatorio astronomico dell’Istituto Tecnico Nautico “L. Rizzo”.
Uscendo
dal centro della città si rende inevitabile una sortita al borgo marinaro di
Torre Archirafi e alla località Praiola, da dove si diparte la “Timpa”, una
falesia di assoluta bellezza che taglia l’intera costa fino al territorio
acese.
COSA
COMPRARE
Abbiamo già detto del mercato ittico al cui interno si può trovare un vasto
assortimento di pesce fresco locale pronto a soddisfare anche i palati più
esigenti: acciughe, spigale, sugarelli, gamberi, calamari...
Bastano
pochi passi in direzione di piazza San Pietro e sul nostro cammino nel Corso
Italia incontriamo le pasticcerie Costanzo e Averna, un tripudio di paste di
mandorla, frutta martorana, cannoli alla ricotta, gustose granite in mille
gusti, refrigeranti “cor’ i cani”, tipica bevanda dell’estate ripostese
a base di acqua, granita di limone e sciroppo di menta.
Quanto
sopra detto, è valido anche per il Bar - pasticceria - tavola calda “Il
Bocconcino” ubicato in Via Roma, di fronte alla villa Comunale.
Per
gli appassionati di enologia è d’obbligo la visita all’ “Enoteca
Sicily’s Delicatessen di Via C. Colombo 70 (via Messina per i ripostesi) dove
è possibile acquistare i migliori vini dell’Etna prodotti per lo più da uva
Nerello mascalese, i famosissimi vini da meditazione siciliani come il Marsala,
la Malvasia delle Lipari, il Passito di Pantelleria, una vasta scelta di
prodotti alimentari tipici quali il pesto di pistacchio, i pomodori secchi, il
miele in essenze varie.
Se
invece siete a caccia di oggetti d’artigianato sempre in via Cristoforo
Colombo si possono comperare oggetti in ferro battuto di pregevole fattura
presso la bottega del signor Di Bella, per i souvenir basta un salto nei
numerosi negozi delle vie del centro.
DOVE
MANGIARE
Il pesce è senza dubbio il principe delle tavole ripostesi: alla griglia,
arrosto, in zuppa.. ce n’è per tutti i gusti.
Ristoranti
Ristorante
“La Terrazza” a Torre Archirafi in via Marina n. 1, tel. 095971556:
ottimi primi piatti a base di pesce, grigliate di calamari, gamberoni e pesce
spada.
Ristorante “L’Ancora” a Torre Archirafi in via Marco Polo n. 13,
tel. 095.971341 / 095.971021: pepate di cozze stuzzicanti e gustose, specialità
marinare
Ristorante
“Federico” sul Lungomare Pantano
Pasticcerie
con tavola calda
Pasticceria “Santo Puglia” in via Gramsci n. 58, tel. 095.931188:
cartocciate, arancini di riso, cipolline, pizzette e varie specialità di tavola
calda
“Averna” Corso Italia, “Costanzo” Corso Italia, “Bar Portorico” Via
Duca del Mare 3
“Il Bocconcino” Via Roma 79, tel. 095.931618
“Bar Roma”, Via Roma 59, tel. 095.934340
Rosticcerie
“Il
Pomodoro” Corso Italia 138 “Marino” Via C. Colombo 19 “Scavo” Viale
Immacolata 120
Birrerie
e paninerie
“Puzzle pub” in Corso Italia n. 49, tel. 095.7796965
“The Murphy’s Arco pub” in via Cristoforo Colombo 77, tel. 095938247
“Ciak pub” in Piazza del Commercio, tel. 349.5384159
“Net pub” in Piazza XV Giugno, Torre Archirafi
DOVE
SOSTARE
In
Via della Repubblica, nei pressi della nuova caserma dei Carabinieri, dove è
stata attrezzata un’area di sosta dotata di camper service;
Nel
Parcheggio a sud della strada 23 in Torre Archirafi
Nell’area
a nord dell’ex Ostello della Gioventù, Lungomare Pantano
INFORMAZIONI
UTILI
Ufficio Pro Loco, corso Italia 56, Fax. 1782270014.
Ufficio Promozione Turistica, presso il Municipio, in piazza San Pietro, tel.
095.962226.
Carabinieri, tel. 095.931207
Vigili del fuoco, tel. 095.7791147
Guardia medica, tel. 095.934884
Polizia Municipale, tel. 095.937085
Numero verde comunale 800-213544
Protezione Civile Volontari Sicilia, tel. 348.7479913
Sito Internet del Comune: www.comune.riposto.ct.it

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